mar 23, 2009

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La prima parte dell’intervista la trovi qui: [ ► Architettura della Vita e Architettura Vivente. [ PT. 1 ] Peter Macapia Oltre le Forme e lo Spazio: Viaggio nell’Architettura, nella Matematica e nella Fisica fra Natura e Artifico passando fra Vitruvio e Wittgenstein ]
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- Daniel Casarin: A tuo avviso come dovrebbe essere letta e ‘digerita’ la storia dell’architettura dagli architetti contemporanei?
- Daniel Casarin: In your view how should historical architecture be read and ‘digested’ by contemporary architects?
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Peter Macapia: Questa è una domanda interessante. Se intendi esempi passati storici o stili d’architettura e se la intendi anche in relazione alle problematiche critiche contemporanee, sicuramente, ma è relativo, la domanda veramente importante è “come possiamo utilizzare le architetture storiche?”. Per esempio uno dei miei progetti preferiti è la sala del Mercato Traiano di Apollodoro di Damasco (sapevi che Traiano lo fece uccidere? Che sbaglio!), in quel caso si cercava risolvere le problematiche della densità urbana, della luce e dello spazio creando un’infrastruttura ibrida.
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dic 9, 2008

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[ ► Architettura della Vita e Architettura Vivente. [ PT. 2 ] Peter Macapia Oltre le Forme e lo Spazio: Viaggio nell’Architettura, nella Matematica e nella Fisica fra Natura e Artifico passando fra Vitruvio e Wittgenstein ]
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Peter Macapia è un designer ed un teorico dell’architettura. È il fondatore, direttore e progettista principale dell’Ufficio di Design per Ricerca ed Architettura (LABDORA) a New York. Peter ha studiato alla Scuola di Design di Rhode Island, la Harvard University e presso la Columbia University. Ha creato DORA nel 2002 come un ufficio per investigare problemi di geometria, design, informatica e materiali dopo aver finito il dottorato alla Columbia dove ha ricevuto il premio ‘Presidential Fellowships’.
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Nel 1999 Peter cominciò ad insegnare alla Columbia architettura e ontologia e da allora ha insegnato a livello nazionale ed internazionale in istituti come il Sci-Arc, il Pratt Institute, il Parsons School of Design, l’Ecole Special d’Architecture, al Malaquais ed altre scuole. Il suo lavoro e i suoi appunti sono stati pubblicati a livello internazionale. Con i suoi progetti Peter Macapia ha vinto concorsi e ha collaborato con ingegneri da Ove Arup a Buro Happold e recentemente ha vinto il concorso per il Padiglione Seroussi e il suo progetto Dirty Geometry 1 e 2 sono stati acquisiti dal Centro FRAC in Francia. Attualmente sta lavorando al più importante progetto urbano a cui abbia partecipato: il Padiglione Dirty Geometry 1, in occasione di Performa, la Biennale internazionale d’arte e performance a New York.
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I suoi interessi includono il problema della geometria nell’era dell’informatica, la geometria e la topologia delle relazioni fra energia e materia e la possibilità di creare una densità elastica nelle chiuse metropoli contemporanee. Peter ha inoltre vinto borse di studio dalla Columbia e dal Pratt Institute per la sua ricerca riguardante la sostenibilità, l’architettura, e l’urbanistica concentrandosi in particolare sul fenomeno della densità, dell’architettura ibrida e delle infrastrutture connesse all’informatica avanzata.
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