feb 15, 2010

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Il calcestruzzo sembra un materiale piuttosto inoffensivo. Si comporta praticamente come il fango e non sembra far nulla se non stare lì e indurire. Il fatto è, però, che il calcestruzzo è la più grande fonte artificiale al mondo (la terza per l’esattezza) nella produzione di anidride carbonica. I suoi processi di produzione partendo dal cemento contano almeno dal 5 all’8% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera ogni anno. Superiore perfino al trasporto aereo. Questa percentuale deriva principalmente da due fonti: dall’energia richiesta per “cuocere” il cemento negli appositi forni e dalla conseguente CO2 generata in questo processo. Senza dimenticare la CO2 equivalente che andrebbe considerata in una valutazione di impatto ambientale e intero ciclo di vita del prodotto. A quanto pare, però, non deve essere così. Diverse aziende stanno utilizzando al momento diverse tecnologie che non solo rendono il calcestruzzo neutro al carbonio ma addirittura negativo. La notizia proviene dall’Inghilterra da dove si calcola che entro il 2020 la produzione di cemento e così i suoi derivati come il calcestruzzo raddoppierà.
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dic 24, 2009

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Naturalmente quando parliamo di emissioni di gas serra entrano in gioco le grandi politiche internazionali. Ed è fin troppo noto quanto sia pesante la decisione presa da una nazione come gli USA o la Cina e quanto essa possa influire nella politica e nell’ambiente.
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dic 21, 2009

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La notizia è proprio di questi giorni. La cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) non verranno aggiunti alla lista di tecnologie sostenibili su cui i Paesi industriali potranno investire per compensare le loro emissioni. E la decisione viene dai colloqui di Copenhagen, dove i diversi negoziatori hanno deciso se considerare o meno la cattura di CO2 da impianti e centrali e il suo successivo stoccaggio sotterraneo, come mezzo per contribuire alla riduzione delle emissioni a livello globale. La scelta ha determinato non poco stupore, soprattutto alla luce dei consistenti finanziamenti che sta concedendo il governo statunitense. Il motivo è chiaro, lo scetticismo della tecnologia e i rischi connessi ad eventuali infiltrazioni nei siti di stoccaggio. Ma il discorso non termina qui …
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lug 3, 2009

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Catturare l’anidride carbonica prodotta dai grandi impianti a carbone o dal settore dei trasporti per le imprese del settore chimico, come la Dow Chemical o i giganti dell’energia come Alstom SA sta diventando una continua scommessa su nuovi materiali come un solvente corrosivo derivato dall’ammoniaca che si lega piuttosto facilmente con le emissioni di CO2. Ma la falla nel sistema resta la quantità di energia spesa per produrre la sostanza che assorbe CO2, così numerosi scienziati finanziati dal dal Dipartimento dell’Energia USA, stanno tentando di sviluppare una nuova generazione di materiali solidi porosi che possono intrappolare molecole di CO2. Tali solidi sono disponibili in varie forme soprattutto sono derivati del carbonio che diventano dei veri e propri setacci molecolari per CO2, come il Tinkertoy, molecole che formano enormi reti in grado di catturare e trattenere determinate sostanze chimiche.
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