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“Un maggiore numero di alberi e una migliore cura del suolo possono rivelarsi essere meno costosi e più efficaci nella lotta ai cambiamenti climatici rispetto alla diretta riduzione delle emissioni di centrali elettriche a carbone”, afferma il nuovo programma ambientale lanciato dalle Nazioni Unite. E così afferma sempre un numero maggiore di ricercatori e analisti del settore energetico spiegando come investire in tecnologia spesso in termini di emissioni di CO2 a breve termine può rivelarsi una trappola, considerando inoltre il fatto che le piante sono in grado di assorbire il gas serra e trattenere adeguatamente il carbonio al suolo (vedi il nostro approfondimento sul Biochar). “Spesso quella che consideriamo anche tecnologia sostenibile in realtà non è stata sufficientemente analizzata e testate, così immagazzinare CO2 in modo naturale con gli alberi potrebbe rivelarsi ancora un’efficace (ed in parte) soluzione al problema”.
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Gli alberi immagazzinano CO2 in modo molto efficace, trasferendo man mano carbonio nel suolo anche grazie a minuscoli organismi che vivono a contatto con la pianta. “Mentre decine di miliardi di dollari sono stati stanziati per la cattura e lo stoccaggio della CO2 dalle centrali elettriche grazie alle tecnologie CCS, puntando seppellire sottoterra o sotto il mare CO2″, afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell’UNEP, nel documento “The Natural Fix? The Role of Ecosystems in Climate Mitigation” (PDF).”Da soli i sistemi viventi della Terra potrebbero essere in grado di immagazzinare più di 50 miliardi di tonnellate di CO2 nel corso dei prossimi decenni”, aggiunge Steiner. Considerando che solo nel 2007 l’uomo ha pompato in atmosfera 8,5 miliardi di tonnellate di carbonio bruciando combustibili fossili e che le emissioni globali di gas serra sono in aumento di circa il 3% l’anno, investire anche negli alberi e nel suolo può rivelarsi una carta efficace da giocare contro il cambiamento climatico.
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Anche l’Unione Europea afferma di voler creare 10-12 impianti di cattura e stoccaggio di carbonio CCS entro il 2015. Gli analisti affermano che in questo modo il costo per lo stoccaggio del carbonio tramite impianti CCS, rispetto all’investimento in alberi ed un suolo ben curato, è maggiore di circa 1 miliardo di dollari. I paesi che aderiscono a questa gara all’utilizzo della tecnologia di cattura e stoccaggio CCS comprendono gli Stati Uniti, Cina, Canada e Australia. Di contro, all’immagazzinare CO2 grazie agli alberi, alcuni affermano che tale sistema si va a scontrare con alternative più redditizie di utilizzo del suolo, come l’agricoltura industriale intensiva. Affermando che tale prospettiva potrebbe causare anche problemi di ordine sociale, andando ad utilizzare magari terreni solitamente utilizzati tradizionalmente per il pascolo. Cosa ne pensate?
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[ Links utili e approfondimenti ]
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