Attività di controllo GSE: 2016 e 2017 a confronto

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Attività di controllo GSE: 2016 e 2017 a confronto

Pubblicato il giorno 24 luglio 2018 - Nessun commento



   


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Il GSE fa parte del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) formato dai soggetti sia pubblici che privati che forniscono agli istituti internazionali statistiche ufficiali. Inoltre partecipa con TERNA all’elaborazione di indagini sull’energia elettrica in Italia. La collaborazione con questi istituti sfocia nella pubblicazione annuale del Rapporto delle Attività GSE in cui vengono riportati gli usi energetici delle fonti rinnovabili (settore Elettrico, Termico e Trasporti) o le analisi sulla potenza installata.

Grazie al confronto dei dati, anno dopo anno si può capire quindi se l’Italia abbia raggiunto gli obiettivi europei sui consumi di energia coperti dalle fonti rinnovabili o abbia rispettato le normative GSE.

Paragoniamo quindi i risultati principali relativi agli ultimi due controlli conclusi: quelli del 2016 e 2017, consultabili anche sul sito Mc Energy

In generale secondo il rapporto, nel 2016 l’Italia ha confermato di aver raggiunto e superato gli obiettivi europei al 2020 sui consumi di energia derivante da fonti rinnovabili. Infatti il 17,41% dei consumi nei settori elettrico, termico e dei trasporti, è stato coperto dalle fonti rinnovabili.

Lo stesso risultato positivo si riscontra anche nel 2017, in quanto sia le fonti rinnovabili sia l’efficienza energetica sono aumentate, mentre sono scesi gli oneri in bolletta, attestati a 12,5 miliardi di euro, contro i 14,4 miliardi del 2016 (-11,9%).

Attività di controllo GSE: 2016 e 2017 a confronto

1. Consumi del settore in Italia

Se si guarda al solo comparto elettrico la percentuale coperta dalle rinnovabili è arrivata nel 2016 al 37,3%, con 742.000 impianti in esercizio in Italia, per una potenza di 52,3 GW e una produzione di energia rinnovabile di 108 TWh.

L’idroelettrico si conferma come la fonte rinnovabile più proficua nel settore elettrico, coprendo il 39% della produzione complessiva da rinnovabili. A questo seguono il fotovoltaico (20%), le bioenergie (18%) e l’eolico con il 16% della produzione complessiva. Nel settore Termico, il 19% circa dei consumi energetici proviene da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda infine il settore Trasporti, nel 2016 sono stati immessi in consumo circa 1,2 milioni di tonnellate di biocarburanti (contenuto energetico pari a 1,04 Mtep), costituiti in prevalenza da biodiesel.

Nel 2017 invece le fonti rinnovabili hanno coperto quasi un quinto di tutti i consumi energetici. Ciò significa che ogni 100 kWh consumati complessivamente nei settori elettrico, termico e dei trasporti, quasi 18 sono verdi.

Inoltre sono stati creati 2.990 impianti per complessivi 265 MW. Si tratta di impianti eolici (79%), seguiti da idroelettrici (11%) e impianti a bioenergie (9%).

 Attività di controllo GSE: 2016 e 2017 a confronto

2. Esiti dei controlli eseguiti

Nel 2017 il GSE ha concluso 5.104 procedimenti di verifica, contro i 2.147 del 2016. Di questi, 2.314 (45,3%) si sono conclusi con esito positivo, senza cioè che siano state accertate difformità, e 2.790 (54,7%) con esito negativo o parzialmente negativo. Nel 2016 gli esiti negativi erano stati il 35,4% (761). Questo significa che gli esiti negativi sono aumentati nel 2017.

Per quanto riguarda il comparto fotovoltaico, nel 2017 di 3.051 procedimenti conclusi (59,8%), 1.171 hanno avuto esito negativo o parzialmente negativo. Nel 2016 invece, sempre in riferimento allo stesso segmento i procedimenti conclusi erano stati 1.600 di cui 501 negativi.

3. Attività di verifica e procedure di incentivi attuate

Con riferimento alle attività di verifica dei diversi meccanismi di incentivazione, nel 2017, queste sono state 3.051 contro le 1.600 dell’anno prima. Tali procedimenti hanno riguardato gli impianti fotovoltaici (59,8 % contro il 74,5% nel 2016), 1.539 interventi di cui al D.M. 28 dicembre 2012 – 30,2 % di Certificati Bianchi e Conto Termico (10,8% nel 2016), 117 interventi di cui al D.M. 28 dicembre 2012 – Conto Termico (2,2%), 271 impianti IAFR e FER pari al 5,3% (nel 2016, 213 ovvero il 9.9%), 123 impianti CAR e CHP+TLR, il 2,4% (nel 2016 sono stati 88 il 4,1 %) e 3 impianti CIP6/92 (0,1%) rispetto ai 15 del 2016 (0,7%).

In questo scenario, Il GSE nel 2017 ha gestito l’erogazione degli incentivi a 549.114 impianti fotovoltaici in base ai Conti Energia (CE). Ciò è risultato in un aumento dell’energia solare incentivata di circa 22,1 TWh, 1,4 TWh in più rispetto al 2016, per un costo complessivo di 6,4 miliardi di euro, con un aumento di circa 400 milioni di euro. Rispetto al 2016, il numero delle convenzioni gestite è aumentato di 42.186 unità, circa 309 MW. Se invece si prende in esame il recupero di suddetti incentivi, al 31 dicembre 2017, i recuperi gestiti per il solo esercizio 2017 ammontano a circa 358mln€ (162 mln€ nel 2016).

 Attività di controllo GSE: 2016 e 2017 a confronto

4.Occupati del settore

Nel 2016 gli investimenti in nuovi impianti hanno dato un’occupazione “temporanea” per oltre 16.300 lavoratori, nel 2017 questi sono stati 16.000 nel settore elettrico e 31.000 nel settore termico. Inoltre nel 2016 gli occupati permanenti risultano 40mila, contro i 38 mila nel settore delle rinnovabili elettriche e circa 34.000 nel settore delle rinnovabili termiche del 2017.

Nel settore termico, invece, il Gse stima oltre 30mila nuovi lavoratori temporanei attivati nel 2016 grazie ai nuovi investimenti (circa tre miliardi di euro), ai quali si aggiungono i 34 mila lavoratori attivi nella gestione e manutenzione permanente degli impianti in esercizio.
L’efficienza energetica nel 2016, tra incentivi (Conto Termico e Certificati Bianchi) e detrazioni fiscali, ha dato lavoro a oltre 50mila persone.

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5.Trend per regioni

Infine in relazione al trend per regioni: nel 2016 si riscontra che la maggior concentrazione di impianti (54% del totale) si trova nel Nord Italia, a seguire vi è il Sud con circa il 29% e poi le regioni centrali con il 17%. Il 28,5% degli impianti italiani, infatti, si trova in Lombardia (circa 110.000 impianti, prima tra le regioni) e in Veneto, con le sue quasi 100.000 installazioni. Il Sud però registra la maggior potenza installata.

Nel 2017 per il settore fotovoltaico la Basilicata, Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto registrano il maggior incremento in termini di potenza e di unità di produzione. Per l’eolico la potenza connessa si concentra soprattutto al Sud, ben il 95%. Il settore idroelettrico segna un +13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con il maggior incremento di potenza in Abruzzo, Marche, Molise e Sicilia.

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