gen 4, 2010

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La plastica “usa e getta”, o meglio i sacchetti di plastica, possono essere facilmente convertiti in nanotubi di carbonio. Questo afferma l’azienda che ha sviluppato la nuova tecnica che utilizza i nanotubi di carbonio per fabbricare batterie al litio. Efficienza è il nuovo capitolo che attende l’umanità ed oltre a conservare risorse è fondamentale cercare di chiudere al meglio i cicli naturali degli elementi. Dal “recycling” all’”upcycling”, o meglio la conversione di un prodotto di scarto in qualcosa di più prezioso. Creare metodi per sviluppare “upcycling” di rifiuti potrebbe incoraggiare sensibilmente l’intero comparto del riciclaggio: per esempio, utilizzare batteri in grado di convertire le bottiglie di plastica delle bevande in una plastica più preziosa e quindi più costosa.
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set 24, 2009

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Creare una cella solare perfetta (cioè una tecnologia solare che sia efficiente e poco costa produrla) è certamente un continuo working progress. Ricercatori di tutto il mondo stanno tentato di creare infatti celle solari al silicio, celle solari in policritsallino, celle solari in plastica e persino qualcuno dice utilizzando capelli umani! Ma ora, i ricercatori della Cornell University si stanno avvicinando con un altro concetto: creare celle solari da nanotubi di carbonio. Anche se ancora in una fase molto precoce dello sviluppo, le celle solari che utilizzano nanotubi di carbonio possono essere in grado di affiancarsi tranquillamente nel fornire un metodo efficiente nella conversione della luce in elettricità.
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lug 7, 2009

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Una nuova cella solare potrebbe essere in grado di ridurre i costi di progettazione e adattarsi perfettamente ad essere installata in grandi pannelli flessibili. Così un ricercatore della Berkeley, in California, ha creato una nuova tipologia di cella solare utilizzando una serie crescente di piccoli parallelepipedi in nanoscala in un polimero gommoso su carta stagnola. La realizzazione di questo primo prototipo a differenza delle convenzionali celle in silicio, quelle organiche o in tellurio di cadmio ha suggerito ai ricercatori, che potrebbe ridurre sicuramente il costo delle celle solari. L’aspetto innovativo di queste celle solari infatti risiede anche nella composizione dei materiali utilizzati, ossia solfuro di cadmio, i nano-parallelepipedi incorporati all’interno di una matrice di tellurio di cadmio.
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mar 11, 2009

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Fra Israele e la Giordania, a circa due chilometri dal Mar Morto, dove il suolo e la pioggia scende raramente e dove la temperatura media ad agosto è di 50°C un esperimento di permacultura ha già dimostrato che si può far crescere alberi da frutto nel deserto . Ora, una società situata negli Emirato Arabi Uniti (EAU), DIME ha creato una sabbia impermeabile idrofoba che si può stendere direttamente a terra o su un foglio a strati utilizzando le nanotecnologie. L’obiettivo è quello di impedire il rilascio della preziosa umidità che si forma nel deserto durante la notte rendendola disponibile alle radici delle piante. Questo sottilissima coltre di “super sabbia” è attualmente in fase di produzione al ritmo di 3000 tonnellate al giorno e promette una rivoluzione nel deserto.
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feb 20, 2009

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di Luca Tremolada da Nova24
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Cosa c’è nei cassetti della ricerca italiana? Dove sono, come si aprono, cosa nascondono i dipartimenti universitari, le eccellenze italiane a vocazione tecnico scientifica? Rispondere a questa domanda è più che mai strategico. Non tanto per misurare la produttività degli atenei, produttività che peraltro mai come in questi tempi richiede nuovi indici, nuovi e più precisi strumenti di valutazione – è di tutta evidenza che un dipartimento di ingegneria che sviluppa prototipi non può essere misurato con gli stessi metodi di un centro di ricerca sulle particelle – quanto per fornire al mondo imprenditoriale un “trailer” della conoscenza che verrà sviluppata nei laboratori nel prossimo anno. L’idea era quella di capire dove si sarebbe concentrato lo sguardi dei nostri scienziati nel 2009. Quali progetti nazionali o internazionali vedranno la luce nell’arco di questo nuovo anno.
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gen 29, 2009

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La prima tecnologia elettronica che utilizza nanotubi in carbonio è previsto che colpisca il mercato entro quest’anno. Infatti la Unidym, una startup con sede a Menlo Park, in California ha in progetto di iniziare quest’anno a commercializzare i suoi film di plastica rivestiti in nanotubi in carbonio nella seconda metà del 2009. Il film sottile trasparente conduttivo potrebbe essere inoltre utilizzato in schermi LCD più veloci e meno costosi; così come si potrebbe utilizzarlo per migliorare la vita dei pannelli touch pad/screen utilizzati in schermi e monitor. Lo speciale film potrebbe anche aprire la strada alle nuove celle solari a film sottile, display luminosi in telefoni cellulari, libri e riviste elettroniche (EBook).
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gen 26, 2009

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L’Advanced Technology Institute della Surrey University ha assegnato la concessione per una propria importante al gigante energetico E. ON, come parte del loro progetto “Application of Nanotechnology in the Energy Business”. Il progetto durato tre anni, condotto dal professor Ravi Silva, Direttore dell’Advanced Technology Institute, ha studiato le diverse modalità di applicare le competenze in campo nanotecnologico dell’Istituto per la progettazione, la fabbricazione e la caratterizzazione di celle solari ibride organiche-inorganiche.
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gen 15, 2009

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Gli scienziati dell’US Environmental Protection Agency e di altri enti pubblici non riescono a valutare i potenziali reali pericoli delle particelle derivanti dalle nanotecnologiea. I pesticidi DDT, lubrificanti industriali PCB, la plastica BPA (bisfenolo A), sono tutti composti chimici industriali utilizzati e che sono stati scoperti come cause di mali come il cancro o in grado di provocare pericolosi danni ambientali che indirettamente si ripercuotono sull’uomo.
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Preoccupati per il fatto che l’ultima mania chimico- tecnologica sia rappresentata dalle nanoparticelle (molecole e atomi creati ingegneristicamente, anche in scala di un miliardesimo di metro o anche più piccole), un gruppo di scienziati puntano a sollecitare le agenzie dei governi federali per valutare i potenziali rischi derivanti dall’utilizzo di tali sostanze chimiche prima di essere utilizzate nei loro più disparati utilizzi e ambiti. Abbiamo già constatato la pericolosità di alcune di queste nanotecnologie ma ora si spera in un reale e ufficiale studio sulla loro pericolosità.
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gen 13, 2009

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di Guido Romeo da Nova24
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Nanotecnologie e meccatronica, ma anche nuove tecnologie ambientali e agricole proiettano su Bergamo una visione che guarda oltre l’industria pesante. La prima novità arriva dal mondo delle nanoparticelle, che dal prossimo febbraio diventeranno il core business della neonata SuNaGen per la progettazione di superfici di nuova generazione. “Le applicazioni sono praticamente infinite perché le nanotecnologie consentono di conferire anche a legno e e carta pressata caratteristiche fino a poco tempo fa impensabili”, spiega Mario Generani, presidente della società che sta allestendo laboratori e impianti a Osio Sotto, “ma innovazione significa disporre di una tecnologia e saper sviluppare prodotti innovativi”.
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giu 9, 2008

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E’ ufficiale, i nanotubi in carbonio, utilizzati in parti di biciclette, paraurti e altri prodotti reagirebbero come l’amianto se inalati. I lavoratori che realizzerebbero questi materiali secondo la relazione rilasciata dagli scienziati del Woodrow Wilson International Center for Scholars di Washington. La notizia sarebbe partita dal Los Angeles Times per fare il giro del mondo creando nuovo rumore attorno alla delicata questione e possibili ricerche attorno al problema che riguardano le nanotecnologie e la salute umana.
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feb 14, 2008

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Un team di scienziati statunitensi diretti da Zhong Lin Wang hanno messo a punto un nuovo tessuto in microfibra che genera energia elettrica, in grado di creare abbastanza corrente per ricaricare un telefono cellulare o un lettore MP3.
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