apr 19, 2010

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Osservando molto attentamente i peli sul corpo dei ragni, gli scienziati dell’Università della Florida hanno pensato un modo per creare una superficie piana, idrorepellente e autopulente in modo che con un colpo d’acqua si possa raccogliere e portare via lo sporco immediatamente. Questo potrebbe essere l’ideale per qualsiasi cosa, dagli imballaggi alimentari, alle finestre, alle celle solari che devono rimanere pulite per raccogliere la luce solare.
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mar 5, 2010

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Bio-Glass è un prodotto di Coverings Etc: l’azienda afferma che è al 100% riciclato e riciclabile. Come molti altri prodotti sul mercato, anche questo è realizzato con bottiglie riciclate. Tuttavia, secondo il Green Building, il prodotto è fatto con con contenuto riciclato pre-consumo, post-consumo in una miscela di entrambi, a seconda del colore. Bio-Glass è disponibile in sei colori: acquamarina, smeraldo, ambra fossile, malachite, giada orientale e bianco diamante. Viene fornito di una superficie in argento con la certificazione di Cradle 2 Cradle e non contiene coloranti o additivi. Bio-Glass è venduto con una finitura naturale in fogli da 110x49x3/4.
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nov 16, 2009

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Pensate quanta spazzatura viene gettata in un semplice cestino dell’immondizia in una grande città ogni giorno. Ma che cosa succederebbe se tutti i rifiuti (in particolare quelli organici) potessero essere facilmente utilizzati per produrre energia? Questo è quello che si è chiesto Haneum Lee immaginando Gaon Street Light: un lampione alimentato da spazzatura. Il lampione di Lee dispone di un bidone della spazzatura alla sua base. I pedoni ci buttano i propri rifiuti organici all’interno, dove vengono compostati. Il prezioso metano dal compost viene poi utilizzato per alimentare la lampada e produrre energia, l’intero processo poi ricomincia.
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ott 1, 2009

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3GO Design è un progetto nato da un’idea di Luigi Intihar , laureato in chimica e di Simone Pollastri, designer e graphic designer presso lo studio whyflou Design&Comunicazione con sede nella regione Marche. Il progetto pone le sue basi principalmente sul concetto di “DESIGN – COOL DESIGN” e da questo prende spunto per creare oggetti con materiali di scarto e non, ma dal concetto ricercato e dalle forme prettamente minimali e grafiche. All’interno del progetto, il design e la grafica si fondono per creare non solo oggetti funzionali, ma anche oggetti studiati dal punto di vista estetico e delle forme che siano al passo coi tempi e possano a volte anche anticiparli. In tutti gli oggetti assume molta importanza anche lo studio del packaging che oltre alla funzione di involucro rivela anche una doppia funzione diventando lui stesso un oggetto a tutti gli effetti. L’obiettivo principale di 3GO è quello di riempire il mondo di oggetti che prendono spunto da materiali già utilizzati e non , ridisegnandoli e riposizionandoli in differenti settori creando nuovi punti di vista, senza scordarsi il piacere che chiunque possa permettersi di avere in casa un oggetto di design, di apprezzarlo e di utilizzarlo con piacevole funzionalità. Partner del progetto è la designer Roberta Ridolfi membro e socio A.D.I in qualità di consulente sulla progettazione.
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ott 1, 2009

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In un’epoca di riscaldamento globale e di picco del petrolio, dobbiamo pensare ad utilizzare meno risorse, sia nella progettazione, nella realizzazione che nella gestione di ogni attività umana. Come abbiamo visto l’area della casa in cui si concentrano la maggior parte delle attività, ma anche i maggiori sprechi di risorse è la cucina, la meno rispettosa dell’ambiente. La chiave per il nostro futuro è quello di vivere con meno e il modo migliore per vivere con meno è quello di progettare con intelligenza quello che ci circonda.
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Cibi locali, ingredienti freschi, Slow Food. Una cucina sostenibile avrà grandi aree di lavoro ma solo un piccolo spazio dove conservare gli alimenti. La tendenza di avere grandi frigoriferi che possono contenere provviste per due settimane per una famiglia di quattro persone è solo una moda passeggera. Nell cucine sostenibili del futuro si pensano invece ad uno spazio, come una dispensa aperta per sfogare il calore in estate, mantenendo invece il calore in inverno. Una tendenza che ancora si deve realizzare, ma esistono diverse nuove idee su come si progetta una cucina sostenibile.
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set 24, 2009

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Insieme con gli amici dell’Associazione Culturale Planetarium Botanico, e dell’Arte al Centro, siamo contenti di potervi invitare al IX CONVEGNO INTERNAZIONALE DELLE FLOWFORM che si terrà a Torre Pedrera di Rimini in Italia, sul mare Adriatico. Il tema sarà: I pianeti, l’acqua, l’arte, la natura, l’educazione. L’inizio è previsto a Rimini Giovedì 1 di Ottobre 2009 mentre la fine del Convegno sarà Domenica 4 Ottobre 2009. Se volete trattenervi più a lungo a Rimini sarà nostro piacere aiutarvi per quanto possibile, fatecelo sapere al più presto. Il convegno è aperto a tutti ma alcune sezioni sono riservate ai membri dell’IFA. I membri dell’IFA esporranno le loro flowforms nel parco dell’Ass. Planetarium Botanico. (L’esposizione è riservata ai membri dell’IFA).
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set 23, 2009

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Sono passati quattro anni da quando SoFar/SoNear si è presentata nel panorama del design italiano con un progetto ambizioso: coniugare qualità, ricerca e creatività con un ben preciso impegno alla responsabilità sociale. SoFar/SoNear, infatti, opera nella fascia alta dell’interiors proponendo linee innovative di tessuti, tappeti e complementi d’arredo rispettando i principi dello sviluppo sostenibile. Attraverso associazioni attive in territori o situazioni di disagio sociale il team di designer di SoFar/SoNear ha voluto valorizzare antiche lavorazioni artigiane trasferendo il proprio know-how per creare collezioni di tessili e complementi d’arredo dallo stile contemporaneo raffinato e ricercato. Il progetto sarà presentato in anteprima a HOST, Salone Internazionale dell’Hotellerie, dal 23 al 27 ottobre presso Fieramilano.
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lug 17, 2009

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«Lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni». [Rapporto Brundtland 1987]. Questa definizione contiene in sé un’istanza etica che non si può continuare ad ignorare, neppure in un ambito, che può in prima istanza apparire marginale, come il design della comunicazione.
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Frush è consapevole di questa responsabilità e si discosta da coloro che vedono nella sostenibilità un’opportunità di marketing legata ad una moda. Crede al contrario che si debba cogliere questa sfida per il futuro, nella vita privata come in quella lavorativa. Per fare questo, occorre fondare un nuovo approccio progettuale complesso e aperto, che consideri già in fase di concept l’intero ciclo di vita di un prodotto o servizio e tutte le volte che è possibile si apra a collaborazioni e al confronto con figure professionali differenti (es. filosofi, musicisti, scienziati, insegnanti).
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mag 13, 2009

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“Il termine Ecodesign definisce un approccio progettuale in cui la variabile ambientale assume un’importanza strategica fondamentale in un’ottica di Life Cycle Thinking, che considera la progettazione di un prodotto o servizio in tutte le fasi del suo ciclo vita. I principali criteri adottati per una corretta progettazione ecocompatibile riguardano quindi la minimizzazione del consumo di materiali ed energia come input, la riduzione della tossicità e nocività delle risorse, l’utilizzo di risorse rinnovabili, biocompatibili e locali, l’ottimizzazione della vita dei prodotti attraverso una facile aggiornabilità e manutenzione ed una scarsa obsolescenza semantica e funzionale, le estensioni della vita dei materiali e un’intensificazione dell’uso del prodotto”, afferma deciso Dario Toso ecodesigner freelance.
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apr 20, 2009

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Gli scienziati della Procter and Gamble hanno studiato un interessante alternativa alle vernici che contengono pericolosi solventi, il Sefose, un composto a base di sostanze organiche. Gli scienziati, hanno creato questo prodotto chimico da una combinazione di zuccheri e oli vegetali. Questa vernice ecologica offre la possibilità di dipingere vaste superfici, sostituendo in tal modo le attuali resine tossiche. “Una vernice come la Sefose a base di saccarosio e oli vegetali nel momento in cui sarà sugli scaffali dei negozi”, Ross Holthouse portavoce di P&G, spiega che “per il consumatore non vi sarà alcuna differenza, anzi probabilmente non sapranno mai che contiene Sefose, dato che non vi è alcuna indicazione in etichetta”.
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Secondo Robert Starghill, della P&G, ingegnere chimico, Sefose è un composto molto versatile di zuccheri e oli vegetali (di solito soia) uniti “in un processo controllato a condizioni di temperatura e pressione e grazie a prodotti chimici speciali chiamati catalizzatori per accelerare le reazioni chimiche”. Starghill spiega che il nuovo prodotto potrebbe essere utilizzato per sostituire due ingredienti nocivi comunemente utilizzati nei colori a olio: le resine (che fanno si alla vernice di essere applicabile alle diverse superfici) e i solventi (che impediscono alla pittura di diventare troppo vischiosa da stendersi con il pennello).
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apr 20, 2009

Finalmente con certificazione ASTM International, Greensulate è uno di quei nuovi materiali per la bioedilizia che potrebbe entrare con prepotenza nel mercato nei primi mesi del 2010, unendo tutta una serie di prodotti da costruzione sostenibile ed in grado di guadagnare una forte popolarità dovuta alla diminuzione delle risorse naturali, l’aumento dei costi energetici e la ricerca anche da parte dei consumatori di soluzioni sostenibili per l’ambiente. Ma non siamo solo in ambito della bioedilizia i test internazionali appena conclusi con successo possono dare il via ad una produzione di un nuovo materiale che in pieno coglie la filosofia del C2C, dalla culla alla culla.
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I proprietari di case di tutto il mondo sono sempre ansiosi di scoprire nuove modalità sostenibili per tenere le loro case fresche in estate e calde in inverno e potrebbero presto scoprire una alternativa agli isolamenti in materiali leggeri espansi o in fibra di vetro utilizzati per decenni. La Ecovative così con i suoi Greensulate è stata in grado di creare un materiale sostenibile da costruzione composto da fibre di funghi, scarti di riso e carta riciclata offrendo un resistere e leggero isolante, ignifugo, idrofugo e comunque conforme a tutte quelle norme imposte dall’American Society for Testing and Materials (ASTM) o dalle nuove normative internazionali
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apr 16, 2009

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di Carlo Maria Maggia
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Spesso arte e concretezza non viaggiano di pari passo, in quanto l’arte, da sempre, non deve essere sostanzialmente utile. Per alcuni artisti, che basano il loro lavoro su ricerche e sperimentazioni scientifiche questo è invece un imperativo, un modo di operare dove il fine artistico è il reale miglioramento della condizione dell’uomo e di ciò che lo circonda.
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Basato su questa filosofia è il progetto-brevetto “ECOADV” dell’artista Carlo Maria Maggia, che lavorando e sperimentando su delle sculture che potessero seguire un processo biologico naturale, si è imbattuto casualmente in un progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo della comunicazione. La nostra società è continuamente alla ricerca di nuove forme di comunicazione, di strumenti sempre più sofisticati per indirizzarci verso una scelta, strumentalizzando il più delle volte i termini ambiente, natura, ecologico.
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mar 19, 2009

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Un design essenziale progettato dallo Studio Gorm formato da John Arndt e Wohnee Jeong, per la nuova “cucina sostenibile”. Un piano di lavoro dove la natura e la tecnologia si sposano per formare una relazione simbiotica per far crescere, conservare e cuocere gli alimenti che possono diventare anche compost. Se si vive in una casa di campagna certamente i rifiuti della cucina possono essere utilizzati per alimentare galline, oche o maiali, ma in città gli stessi rifiuti emettono un odore disgustoso, se lasciati incustoditi anche solo per un paio di giorni. Ma mentre l’alimentazione di animali in un contesto urbano potrebbe sembrare piuttosto difficile da organizzare, l’alimentazione di erbe e ortaggi potrebbe risultare un’ottima soluzione. La nuova cucina sostenibile e, aggiungerei flessibile, è un progetto che fornisce una vasta gamma di possibilità per la preparazione di cibi in modo sostenibile. Ad esempio l’acqua dallo scolapitatti sgocciola tranquillamente sulle erbe e i diversi ortaggi cresciuti nei loro vasi lungo lo scolapiatti.
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mar 19, 2009

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Molti conoscono quali truffe esistono nel mondo degli inchiostri delle stampanti e come stranamente tendano con il passare degli anni a finire sempre prima nonostante l’ingombro ibrido e poco trattabile (soprattutto smaltibile) delle “preziose” tanichette. Bene era ora di presentare quindi la stampante RITI, direttamente dal Greener Gadgets 2009 che presto vedremo di approfondire. La nuova RITI la si può definire un eco-stampante che si basa sul concetto di un nuovo sistema di inchiostri. Il progettista infatti si è concentrato direttamente sulla cartuccia d’inchiostro in quanto è uno dei problemi di quando si utilizza una qualsiasi stampante, a getto d’inchiostro come al laser, che come sappiamo sono pure spesso difficili da riempire tramite i kit di ricarica, e possono macchiare le mani.
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mar 13, 2009

Un pubblico ed un focus molto ristretto e selezionato ha partecipato alla conferenza tutta italiana World Design Capital. Una prima piattaforma di dialogo per cercare di delineare ciò che costituisce una buona politica progettazione. Il World Design Capital in collaborazione con Michael Thomson, direttore di Design Connect (Londra), giunge in un momento in cui un grande dibattito internazionale sta emergendo in materia di politica di progettazione e innovazione. Ora infatti anche la Commissione Europea sta cercando di considerare la fase di progettazione come strumento per l’innovazione, con la speranza di creare una innanzitutto una politica europea di progettazione, mentre il governo italiano si dice stia lavorando per la stessa Italia. I preparativi per il Global Design Agenda hanno portato e concentrato alcuni dei principali pensatori di politica di progettazione e diverse parti interessate in una stanza.
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“Questa è la prima piattaforma, in materia di politica di progettazione, dove diverse nazioni di tutto il mondo possono condividere le loro conoscenze, intuizioni, sfide e imparare gli uni dagli altri, al fine di una migliore efficacia delle politiche nei loro paesi o blocchi commerciali (vedi UE),” ha affermato cordialmente Thomson, durante la sua introduzione. “Riunendo i numerosi soggetti interessati all’interno di questa comunità internazionale, ci auguriamo di poter influenzare le nazioni a costruire una migliore politica di progettazione che promuova obiettivi di integrazione sociale, economica e sostenibile, oltre a prassi e comportamenti, che consenta la crescita di un design considerato come linguaggio comune per tutti.” Le presentazioni sono state finalizzate alla condivisione delle migliori pratiche in uso e in ipotesi.
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mar 9, 2009

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L’olio di palma è stata utilizzata per tutto, dai saponi, alla cucina fino al pericoloso utilizzo per l’ambiente come biocarburante. Ma le bucce dei frutti della palma sono generalmente scartati come rifiuti. La canadese EarthCycle mira a cambiare questo processo riconsiderando l’utilizzo proprio delle resistenti fibre della palma per creare confezioni per alimenti. La società ha lanciato il suo prodotto in soli 90 giorni dimostrando l’audacia ma soprattutto la semplicità di utilizzo di un materiale così facilmente lavorabile e disponibile.
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