Ecopolis e la Città del Futuro: Necessario Investire il 2% del PIL Mondiale. Non ci Sarà Futuro, se non ci Sarà SostenibilitàTag:Città Sostenibile, Eco Città, Ecopolis, Urbanistica Sostenibile |
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È netto il messaggio che emerge dal convegno la “Città del futuro” promosso da Ecopolis, che nel pomeriggio ha visto una platea di oltre 300 persone – e soprattutto giovani – rapite dal racconto di alcune tra le voci più autorevoli e ‘visionarie’ del nostro tempo. Alejandro Gutierrez dello studio ARUP, che ha aperto la conferenza, ha esordito con un dato che parla chiaro e un invito ad agire in fretta: un investimento oggi del 2% del PIL mondiale in politiche per la sostenibilità consentirebbe ai governi di tutto il mondo un risparmio nel prossimo futuro di oltre il 20% del PIL complessivo.
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Il progettista di Dongtan, la prima città sostenibile al mondo, ha inoltre posto l’attenzione sulla necessità di una visione olistica e integrata dello sviluppo urbano, in cui si affrontano in maniera parallela le diverse problematiche legate alla gestione della città. Il modello culturale dell’occidente è cambiato, stimolato anche dagli input che vengono da grandi leader politici come Obama che, di fronte alla convergenza attuale di una crisi economica e ambientale, indicano la soluzione in una nuova economia che punti alla crescita armonica. Il passaggio – ha concluso Gutierrez – è quello da un’economia di produzione e consumo ad un’economia di servizio e al servizio dell’uomo, dell’ambiente e dello sviluppo.

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Sul tema hanno discusso Giovanni Parillo, Presidente Comitato Scientifico di Ecopolis, Francesco Prosperetti, Direttore Generale Mibac Parc, Domenico Cecchini, Docente di Urbanistica dell’Università La Sapienza, Fabrizio Orlandi, Direttore ITACA, Pietro Garau, Direttore del Centro Studi Urbanistici per i Paesi in via di Sviluppo della Università di Roma “La Sapienza” e l’architetto Stefano Boeri. Quest’ultimo ha sottolineato come la riqualificazione delle città passa inevitabilmente per la ricostruzione di larghe fette dell’area urbana, sopratutto in alcune zone d’Italia. Le nuove regolamentazioni che gli amministratori stanno studiando non affrontano il problema delle migliaia di case e uffici disabitati che già esistono nelle città. Servono in primo luogo agenzie che creino valore e sviluppo per riportare sul mercato questo patrimonio, e in secondo luogo una riflessione seria sul come costruire.
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La città del futuro sarà grande, in essa abiterà un numero sempre maggiore di persone di diversa provenienza, cultura, estrazione sociale, disponibilità economica. Le città sono il vero terreno della sfida a cui tutta l’umanità è chiamata a partecipare: la sfida della costruzione di comunità “zero emissioni“, capaci di garantire a tutti i cittadini il soddisfacimento dei bisogni umani fondamentali.
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