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Dickson Despommier è ormai diventato il guru dell’agricoltura verticale anche grazie alla promozione fatta dai suoi studenti. Professore presso la Columbia University di New York City, Despommier insegna materie ambientali, studiando danni e disastri accaduti in tutto il mondo Alla fine ha dichiarato ai suoi studenti di voler lavorare su qualcosa di più ottimista. Quindi, la classe iniziò a studiare l’idea di un tetto pensile adibito al giardinaggio per le città. Rapidamente scartarono tale approccio, anche su piccola scala, a favore di qualcosa di più ambizioso: creare un’azienda agricoal urbana con una serra su ogni piano. “Credo che l’agricoltura verticale sia un’idea che possa davvero lavorare in grande”, spiega Despommier.
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“Perché vogliamo costruire grattacieli pieni di lattuga, quando siamo stati abituati ad utilizzare il terreno agricolo per 10.000 anni? Perché la popolazione mondiale cresce ed entro il 2050 raggiungeremo i 9 miliardi di persone e potrebbero con buona possibilità esaurirsi le risorse produttive che ora stiamo sprecando come suolo e acqua. La maggior parte della popolazione inoltre si troverà nelle zone metropolitane e non sarà facile per loro nutrirsi. Aggiungiamo il fatto che all’agricoltura moderna associamo deforestazione, abuso di fertilizzanti chimici e la mobilità emette pesanti quantità di pericolosi gas serra. L’agricoltura verticale così potrebbe rappresentare un contributo significativo al cambiamento climatico.
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“L’agricoltura verticale creerebbe scorte alimentari locali, consentendo un maggiore sviluppo sostenibile della zona”, afferma Glen Kertz, CEO di Valcent, una società di El Paso, Texas, che sta tentando questa via tecnologica sostenibile. La sua azienda realizza serre per coltivazione idroponica verticale, piuttosto che esterna e orizzontale. Il risultato è risparmio di spazio, vitale nelle aree urbane e che consente agli agricoltori di irrigare e concimare con molti meno rifiuti e sostanze inquinanti.
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Al laboratorio di El Paso, le colture crescono in vaso su righe in chiari pannelli verticali che ruotano su un nastro trasportatore. Così il movimento delle piante consentirebbe loro di ricevere la stessa esatta quantità di luce e sostanze nutritive necessarie; “è un processo di ottimizzazione” spiega Kertz, “che permette alle piante di crescere alla lattuga ad esempio 15 volte in più rispetto ad una normale coltivazione per ettaro, con il 5% di acqua utilizzata nell’agricoltura convenzionale.” La Valcent ora mira a terminare un impianto su scala commerciale entro i primi mesi di questo 2009.
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Despommier intanto ha elaborato 30 modelli di aziende agricole verticali per altrettante città e metropoli. Edifici che sostanzialmente avrebbero le pareti trasparenti al fine di massimizzare la luce del sole e produrre abbastanza cibo per 50.000 persone. “Con circa 160 di questi edifici, si potrebbe dar da mangiare a tutta New York”, spiega Despommier. Le sue idee naturalmente hanno stuzzicato i diversi architetti di tutto il mondo (vedi anche i nostri precedenti articoli alla voce Agricoltura Verticale), ma Despommier ammette che sarebbe costato centinaia di milioni di dollari per costruire una vera e propria azienda agricola a forma di grattacielo. E questo rappresenta ora il principale inconveniente per realizzare aziende agricole verticali: i costi di costruzione e l’energia che richiederebbero a regime.
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[ Links utili e approfondimenti ]
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