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Il Science Barge, una fattoria urbana sostenibile alimentata ad energia solare, eolica, biocarburanti, acqua piovana e acqua del fiume purificata. Ma il Science Barge non finisce qui.
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Produrre alimenti in città in modo sostenibile, senza emissioni di CO2 e nessun flusso di rifiuti. Le verdure coltivate al Science Barge richiedono 7 volte meno terra e 4 volte in meno di acqua rispetto alle coltivazioni agrarie. Più della metà della popolazione mondiale vive nelle città. La fornitura di prodotti alimentari a queste città si basa su trasporti che inquinano l'aria e l'acqua. Troppo spesso l'agricoltura convenzionale rilascia fertilizzanti nelle falde acquifere inquinando i torrenti e i fiumi. Le piantagioni tradizionali tendono così a contribuire all'inquinamento atmosferico e al riscaldamento globale. Science Barge quindi risulta un ottimo modo per alleggerire il degrado del pianeta, producendo prodotti alimentari, energia e acqua. L'agricoltura urbana può risultare un buon buon metodo per proteggere l'ambiente e l'uomo.
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"Il Science Barge utilizza un sistema di coltivazione in serra a ricircolo denominato idroponico, facendo crescere così pomodori, lattuga, cetrioli e peperoni. L'agricoltura idroponica non fa uso del suolo e utilizza solamente acqua piovana ed acqua dei fiumi. L'energia proviene solamente da fonti rinnovabili come il solare, l'eolico e da biocarburanti, pertanto non contribuiamo a nessun riscaldamento globale". L'obiettivo del Science Barge è quello di aiutare la gente a vivere in modo sostenibile grazie all'agricoltura urbana, producendo ciò di cui si ha bisogno senza danneggiare il mondo intorno a noi. Il progetto di agricoltura urbana idroponica promosso dal Science Barge sta facendo parlare di sè a New York, dove su una chiatta da turismo si rende maggiormente visibile e accessibile al pubblico. Il Science Barge è un progetto senza scopo di lucro e vive grazie alla filantropia degli scienziati che vi partecipano. Ma il team spera così di far luce sull'agricoltura urbana idroponica, praticabile in tutto il mondo, da Shangahi all'Avana e Dakar. Così obbiettivo del Science Barge è quello di provare la redditività possibile dell'agricoltura idroponica non utilizzata in città. Così gli scienziati sperano di operare a progettare questi sistemi nei tetti, partendo proprio dalla pubblicità esercitata nelle scuole che necessitano di verdure fresche a pranzo.
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L'agricoltura idroponica è un metodo di coltivazione delle piante in acqua, considerata tecnicamente sofisticata la si pratica nella maggior parte delle regioni del mondo. Le applicazioni di un'agricoltura urbana idroponica sembrano risalire almeno ai giardini pensili di Babilonia, dimostrando di produrre frutta e ortaggi utilizzando fino a 20 volte in meno di terra e 10 volte in meno di acqua rispetto alla convenzionale agricoltura, eliminando pesticidi chimici, fertilizzanti ed emissioni di CO2 dalle macchine agricole e trasporti a lunga distanza. La coltivazione idroponica idroponica è una tecnica di agricoltura avanzata ed intensiva, dove le piante sono cresciute in un ambiente controllato (in serra) con acqua contenente minerali essenziali. L'agricoltura urbana idroponica è sostenibile in quanto grazie alla migliore tecnologia disponibile è in grado di coltivare prodotti nelle città offrendo un elevato rendimento da un piccolo ingombro, utilizzando fonti energetiche rinnovabili.
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Grazie all'agricoltura urbana idroponica si possono realizzare sistemi di produzione alimentare sostenibile combinandola sul tetto e sulle pareti verticali, riducendo l'impatto ambientale dell'agricoltura e contribuendo alla sicurezza alimentare. Obiettivo dell'agricoltura urbana idroponica è:
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- L'idroponica salva la terra: rendendo circa 20 volte più di una coltivazione in terra.
- L'idroponica salva l'acqua: grazie ad un ricircolo per l'irrigazione si andrà a consumare fino a 10 volte in meno di acqua.
- L'idroponica riduce l'inquinamento: le serre urbane eliminano l'uso di trattori e macchine agricole così le emissioni di co2 e l'uso di combustibili fossili.
- L'idroponica recupera le acque piovane: la serra può essere progettata in modo da trattenere ed utilizzare l'acqua piovana.
- Conseguentemente un'agricoltura urbana idroponica riduce gli effetti delle piogge torrenziali.
- L'idroponica migliora la sicurezza alimentare: la gestione integrata dei parassiti non richiede pesticidi chimici, migliorando l'accesso alle verdure fresche per le comunità urbane.
- L'idroponica riduce i rifiuti: il calore prodotto dagli edifici può benissimo essere utilizzato per riscaldare la serra.
- L'idroponica rinfresca gli edifici: nel caso di un agricoltura urbana sul tetto o sulle facciate verticali, la copertura vegetale mitiga l'effetto del calore come un'isolante.
- L'idroponica lotta contro il riscaldamento globale: consumando fino a 0,5 Kg di emissioni di co2 per ogni Kg di ortaggi prodotto in una serra sul tetto.
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Grazie al Science Barge capiamo che molte invenzioni efficaci potrebbero creare un vero punto di rottura per un'epoca. Spesso queste tecnologie già esistenti non sono altro che un riadattamento di una precedente per risolvere un problema diverso, così è nato il Science Barge e l'utilizzo dell'agricoltura urbana idroponica.
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[ Links utili e approfondimenti ]
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- Le Macchine Viventi di John Todd, neo vincitore al Buckminster Fuller Challenge con il suo "Comprehensive Design for a Carbon Neutral World: The Challenge of Appalachia"
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Argomenti: Agricoltura Idroponica, agricoltura sostenibile, Agricoltura Verticale, Architettura Sostenibile, Biocarburanti, CO2, Energia Solare, Giardini Verticali, MIT
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