L’Intelligenza Ecologica: Introduzione ad un Cambiamento Epocale. Con Daniel Goleman: Come Conoscere l’Impatto Nascosto dei Prodotti per Cambiare l’Economia dei Consumi

Scritto da Redazione - GenitronSviluppo.com in Ambiente, Storie, Zoom

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Pubblicato il giorno 26 maggio 2009 - Nessun commento



   


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Cercare di essere “sostenibili”, diventa rapidamente una questione delicata. Una semplice domanda come scegliere “carta o di plastica?” può portare ad una complicata analisi di deforestazione e utilizzo di acqua rispetto al picco del petrolio e al persistente inquinamento. Per questo motivo Daniel Goleman, autore del best-seller manageriale Intelligenza Emotiva, nel 1995, ha proposto con forza in suo nuovo punto di vista ambientale, creando proprio quell’insieme di metodi, nozioni e processi mentali che va sotto il nome di Intelligenza Ecologica. Nel tentativo di capire meglio le implicazioni della sua nuova intelligenza ecologica, Goleman ha raccontato al Scientific American del suo nuovo libro.

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Daniel Goleman: Intellligenza Ecologica  si riferisce alla nostra capacità collettiva di comprendere l’impatto umano sugli ecosistemi e di agire in modo da riattivarli e minimizzare questo impatto.

  • SciAm: Perché ne abbiamo bisogno?

Daniel Goleman:  E’ sotto gli occhi di tutti, poiché l’impatto netto delle attività umane attualmente è un disastro.

Daniel Goleman:  Il riscaldamento globale è evidente. Lo sviluppo umano nel corso degli ultimi due secoli ha prodotto un enorme quantità di quei vantaggi che noi chiamiamo “materiali”  per tutti noi, ma senza alcun riguardo per l’impatto naturale. Ora che abbiamo la scienza per capire l’impatto che questi processi hanno sulla natura dobbiamo trovare un modo di rivalutare completamente e tutti i processi industriali.

Un altro esempio: si stima che stiamo utilizzando 100.000 prodotti chimici industriali. Non si tratta di molecole che hanno analoghi naturali. Il 99% di questi prodotti chimici la natura non gli ha mai visti. Semplicemente utilizzare un antipolvere o una sostanza chimica che impedisca l’infiammabilità nei circuiti elettrici, un ritardante di fiamma, potrebbero tutti finire in un modo o nell’altro a contatto e nel nostro corpo, causando il cancro. Ci sono una miriade di casi di questo tipo e questo sistema è molto più complesso di quanto la nostra scienza sia in grado di gestire ora.

Il tradizionale modello tossicologico per le sostanze chimiche afferma che una grande dose di una determinata sostanza chimica crea una certa malattia. La nuova comprensione deriva invece dalla neurotossicità: il cervello è una macchina chimica molto complicata. Dobbiamo capire invece come queste 100.000 sostanze interagiscono fra loro e singolarmente con i nostri corpi e i migliaia di effetti che possono produrre quando interagiscono con i recettori del nostro corpo. Queste sostanze generalmente creano una miscela chimica ed una sindrome infiammatoria che attiva il sistema immunitario a reagire a tutte queste sostanze estranee. Questa è una prima tappa importante per ogni malattia: come il diabete e le malattie del cuore, come tutte le malattie della civiltà. Ma ora abbiamo questo salto di incidenza di queste malattie dovute dal fatto che la società dalla rivoluzione industriale si sia sviluppata e può essere dovuto dal semplice fatto che ci stiamo effettivamente avvelenando in diversi modi. Prodotti chimici come il BPA (bisfenolo A) si sono rivelati perturbatori endocrini. Provocano gravi danni ormonali ai pesci, ma anche creano caos ormonale negli esseri umani.

Questo è il dilemma. Il nostro sistema “sentinella” attraverso l’evoluzione è stato progettato per individuare i pericoli in un certo intervallo, come un animale braccato da un singolo pericolo. Non abbiamo alcun sistema di percezione sottile a livello molecolare in grado fisicamente di capire l’impatto sul corpo umano dell’aumento della temperatura su scala globale. Nono conosciamo letteralmente le conseguenze di ciò che facciamo. Abbiamo bisogno di accrescere la nostra intelligenza ecologica in modo che possiamo cominciare a trattare proprio in questo modo con i problemi che abbiamo creato. La chiave di tutto è l’analisi del ciclo di vita. LCA di un prodotto produce ciò che io chiamo trasparenza radicale. Prima che le aziende lancerebbero sul mercato un prodotto spesso conoscono il proprio impatto ambientale ma per il 90% dei casi questo fatto non viene rivelato. Ora siamo in grado di conoscere, senza che l’azienda lo sappia, quale sia questo impatto e il ciclo di vita di un qualsiasi prodotto. Dobbiamo rendere trasparente il bene e il male di ogni cosa, rendendo fruibile l’informazione per ognuno di noi.

  • SciAm: Ma non saremo sopraffatti da informazioni?

Daniel Goleman:  Esistono software un gradi di gestire questa enorme banca dati. Essi riassumono il tutto: l’ambiente, la salute e l’impatto sociale e forniscono un numero su una scala da 1 a 10 paragonando quel prodotto rispetto ad un altro. Esistono 70.000 prodotti catalogati ed ogni giorno questo numero cresce. 

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  • SciAm: Quali sono alcune di quelle che tu chiami “bugie vitali” nel mondo di oggi, soprattutto quando si tratta di “ecologia”?

Daniel Goleman:  La menzogna è più vitale quando un determinato prodotto viene definito “Verde”, “Ecologico”. Verde ed Ecologico sono ancora un’illusione una volta comprese le analisi del ciclo di vita. Il nostro modo di pensare sostenibile è solo all’inizio. Abbiamo bisogno di ampliare i nostri obiettivi sul mondo materiale. E’ opportuno per tutti iniziare ad informare un numero sufficiente di persone sugli aspetti che ci riguardano da più vicino in modo da impattare con decisione sul mercato creando in questo modo una nuova tendenza. Siamo così in grado di creare un processo per diventare sempre più sostenibili.

  • SciAm: Come possiamo raggiungere questo tipo di “consumo consapevole”?

Daniel Goleman:  In linea di massima ci sono tre principi che, se ciascuno di noi li seguisse, il mercato economico  diventerebbe ecologicamente più sostenibile. Il primo è quello di conoscere l’impatto ambientale dei diversi prodotti. Il secondo è quello di favorire l’innovazione e il terzo è quello di condividere la conoscenza. Se applicheremo questi semplici 3 principi, si creeranno enormi pressioni sulle imprese atte a migliorare l’impatto di ciò che producono sugli ecosistemi e sulle persone. Questo è quello che io chiamo un consumatore consapevole.

Daniel Goleman:  Il mio editore mi ha assicurato che hanno un programma ambientale per l’impatto provocato dalla produzione dei propri libri. Non ho visto ancora i dati. Ho chiesto di fare il meglio che potessero fare. Considera poi che esistono un sacco di ostacoli per  trovare coloranti della carta che non sono cancerogeni.

Daniel Goleman:  Sto iniziando dalle piccole cose. Ad esempio ho parlato con il mio agente dicendogli che invece di andare fisicamente ad impartire lezioni in ogni parte del mondo, semplicemente possiamo fare una conferenza video. Via Web o via telefono cellulare ogni cosa ora è possibile. Ho già fatto questo in una mezza dozzina di sedi e ha funzionato molto bene. In questo modo ho ridotto enormemente la mia impronta ambientale. Sto lavorando anche in dettaglio all’acquisto di crediti di carbonio. Punterò a farlo di routine per tutte le mie attività. In casa per esempio siamo riusciti ad eliminare i contenitori di plastica che avevamo (in BPA) per mantenere gli alimenti. Mia moglie si è abituata ad esempio ad utilizzare bottiglie d’acqua in acciaio inossidabile o vetro, invece di acquistare acqua in bottiglie di plastica. Ed in conclusione come la maggior parte delle persone sono davvero solo all’inizio di un lungo e ricco cammino in questo campo.

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